CATANIA 30 maggio 2011 – scritto da Angelica Petrina, LAV Catania
Da tempo privati cittadini e associazioni animaliste GRIDANO al vento il totale disinteresse di amministrazioni ed enti sul fenomeno del randagismo e della tutela animale.
Dal ’91 in Italia, la Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo (14 agosto 1991, n. 281);
Con la legge regionale 3 luglio 2000, n.15, pubblicata sulla GURS n.32 del 7 luglio 2000 (9 anni dopo la nazionale), sono state emanate le norme di recepimento della 281/91.
Ben 20 anni dopo l’emanazione delle leggi a tutela degli animali d’affezione e PREVENZIONE DEL RANDAGISMO, Catania e provincia “non hanno ancora recepito” e applicato gli strumenti forniti dal legislatore.
Il fenomeno del randagismo, ad oggi ha delle proporzioni davvero agghiaccianti, se non sulla carta, visto che non è mai stato effettuato un censimento… lo è nella realtà.
Centinaia di cuccioli che vengono partoriti in strada o vi vengono abbandonati da padroni “inresponsabili” e senza scrupoli, che se sopravvivono alle auto, agli stenti e alle malattie vanno a incrementare le sacche del randagismo a loro volta.
I cani randagi, come chiaramento scritto nella legge regionale, sono di proprietà del sindaco del comune sul quale si trovano.
Questo concetto base sembra secondario per molti sindaci, che invece di attuare provvedimenti seri e concreti per arginare il problema, impiegano tempo e denaro alla ricerca di palliativi.

L’ultimo escamotage LA CONVENZIONE CON LA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA…
Il progetto nasce 1 anno fa:
“La Provincia Regionale di Catania intende contenere le problematiche connesse al fenomeno del randagismo, favorendo l’adozione dei cani ospiti dei canili convenzionati o in strutture di associazioni animaliste o di privati cittadini, attraverso la conduzione di una campagna di sensibilizzazione all’adozione del cane e la concessione di incentivi a favore di chi adotta un cane randagio.
Tali azioni saranno attuate dalla Provincia Regionale di Catania attraverso l’intervento di vari uffici comunali in relazione alle rispettive competenze, con la collaborazione del Servizio Veterinario dell’ASL” (http://www.provincia.ct.it/il_territorio/politiche-sociali/).
Volete sapere che frutti ha dato questo progetto a distanza di un anno?
DOVEVANO essere raggiunti i seguenti OBIETTIVI:
1) COSTRUZIONE DI RIFUGI SANITARI
2) STERILIZZAZIONE E ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE CANINA DEI CANI RANDAGI
3) CATTURA DEI CANI VAGANTI
4)CUSTODIA E MANTENIMENTO DEI CANI CATTURATI
5) PRONTO INTERVENTO, CON AMBULANZA, DEI CANI CATTURATI
… A distanza di 1 anno, credo sia giusto che tutti i contribuenti sappiano come stanno le cose, COME VENGONO SPESI I NOSTRI SOLDI, o no?
LA CONVENZIONE infatti costaVA ai COMUNI 1 euro ad ABITANTE… quindi un comune come CATANIA ha speso circa 300 MILA EURO l’anno scorso per il randagismo. Ma vediamo insieme COME sono stati spesi questi soldi e che beneficio hanno portato alla comunità…

Riporto alcuni stralci del verbale redatto dalla Provincia Regionale di Catania durante l’ ASSEMBLEA dei COMUNI, tenutasi il 21 febbraio 2011, su i RISULTATI OTTENUTI nell’anno precedente e le nuove PROPOSTE di CONVENZIONE con relative VARIAZIONI DI PREZZO (che “escono” SEMPRE dalle NOSTRE TASCHE):
“AL 31 DICEMBRE 2010 RISULTANO RICOVERATINEI CANILI DELLA PROVINCIA 1.750 CANI, 164 IN PIù RISPETTO AL 31 DICEMBRE 2009, CHE ERANO 1.586, CON UN INCREMENTO DEL 10,6%.
NEL 2010 SONO STATE EFFETTUATI 480 INTERVENTI DI ACCALAPPIAMENTO DI CANI RANDAGI, SU RICHIESTA DEI COMUNI CONVENZIONATI, E 560, QUASI ESCLUSIVAMENTE MORSICATORI, FERITI E PERICOLOSI, SONO STATI RICOVERATI NEI CANILI CONVENZIONATI.
NELLO STESSO PERIODO SONO DECEDUTI NEI CANILI 261 CANI, NE SONO stati adottati 79 E 56 RESTITUITI AI PROPRIETARI.
IL COSTO DEL SERVIZIO DI ACCALAPPIAMENTO E DI MANTENIMENTO DEI CANI NEI CANILI, DA GENNAIO AD OTTOBRE, E’ STATO DI circa 700.000,00 EURO.
I COMUNI, CHE IN APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE DEVONO TRASFERIRE ALLA PROVINCIA UNA SOMMA PARI AD 1 EURO PER RESIDENTE, HANNO VERSATO solo 542.815,70 EURO.”
E si legge ancora “GLI SFORZI COMPIUTI DALL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE, IN QUESTO PRIMO ANNO, VENGONO VANIFICATI DALLE INADEMPIENZE, DEGLI ANNI PASSATI, DI TUTTI I COMUNI E DELLA REGIONE, CHE NON HANNO DOTATO DI RIFUGIO SANITARIO IL TERRITORIO PROVINCIALE, COSì COME PRESCRITTO, ANCHE DALLA LEGGE REGIONALE: I CANI ACCALAPPIATI non POSSOPNO ESSERE SUBITO RICOVERATI NEI CANILI AUTORIZZATI MA SOLO NEI RIFUGI SANITARI DOVE, dopo l’intervento, devono restare ricoverati per la degenza e per l’osservazione da parte dei veterinari dell’ ASP sulla pericolosità dell’animale al fine di decidere sul ricovero DEFINITIVO nel canile O SULLA REIMMISSIONE NEL TERRITORIO DI PROVENIENZA.”

Traendo le informazioni sempre da un documento ufficiale, datato 21 febbraio 2011, scritto dalla Provincia possiamo leggere:
“[...] Il Dott. G. Ferrera conclude che, a causa del mancato finanziamento regionale e DELL’AUMENTO DELLE SPESE DI MANTENIMENTO DEI CANI, per il maggior numero di ricoveri nel 2010 e per L’AUMENTO DEI COSTI DERIVANTI DALLA RICHIESTA DI APPLICAZIONE DEL DECRETO REGIONALE N.7 del 12/01/2007 (http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Fauna%20e%20Flora/2007/sicilia_dpr_2007_n.7.htm COSTI MANTENIMENTO CANI NEI CANILI…) è necessario che i COMUNI per il corrente anno finanziario provvedano ad impegnare sui propri BILANCI la somma di 2 euro per numero di residenti, invece che 1 euro (previsto nell’anno 2010) e DESTINARLA SECONDO LE SEGUENTI TRE IPOTESI ALTERNATIVE:
1) ALLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA, L’INTERO IMPORTO DI 2 EURO PER RESIDENTE.
Con tale somma la Provincia si impegna non solo a GARANTIRE il servizio di accalappiamento, ricovero, mantenimento dei cani, ma ANCHE a stipulare le convenzioni con le Associazioni Animaliste per EFFETTUARE il CENSIMENTO dei cani randagi, l’ASSISTENZA ai cuccioli abbandonati e dei cani reimmessi sul territorio.
2) ALLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA, L’ IMPORTO DI 1,50 EURO PER RESIDENTE ed al COMUNE euro 0,50.
La Provincia si impegna a procedere nei confronti di quel comune al servizio di accalappiamento, ricovero e mantenimento dei cani randagi, ed il COMUNE procederà a stipulare le convenzioni con le Associazioni Animaliste per effettuare il CENSIMENTO dei cani randagi, l’ASSISTENZA ai cuccioli abbandonati e dei cani reimmessi sul territorio.
3) ALLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA, L’ IMPORTO DI 0,50 centesimi PER RESIDENTE ed al COMUNE euro 1,50.
La Provincia si impegna ad asicurare SOLO il servizio di accalappiamento e di ricovero dei cani.
TUTTI gli altri servizi resteranno a carico del COMUNE.”
ECCO LE 3 OPZIONI E I RELATIVI COSTI, FORNITI DALLA PROVINCIA… peccato che, in tutto ciò non sia comtemplata la voce STERILIZZAZIONE e COSTRUZIONE di RIFUGI SANITARI… il che ci porta ad un’altra domanda:
SE LA PROVINCIA, NON SI OCCUPA DELLE STERILIZZAZIONI (importantissimo metodo per contrastare il randagismo) e NON SI OCCUPA DELLA COSTRUZIONE DEI “FILTRI” (RIFUGIO SANITARIO, obbligatorio per legge) e quindi ne lascia gli ONERI ai comuni. TUTTI QUESTI SOLDI che INCAMERA dai comuni, SERVONO SOLO PER MANTENERE I CANI GIà PRESENTI NEI CANILI RICOVERO, che a questo punto fungono da “MAGAZZINI” per i cani randagi?
SIGNORI MIEI… A MIO MODESTO PARERE, NON è QUESTA LA STRADA DA SEGUIRE, ma io posso anche sbagliarmi. QUINDI VI CHIEDO, VOI, COSA NE PENSATE?
SECONDO VOI è IL MOMENTO DI CAMBIARE QUESTA SITUAZIONE PARADOSSALE?
RANDAGISMO: COMUNI E PROVINCIA SONO AL CAPOLINEA
CATANIA 30 maggio 2011 – scritto da Angelica Petrina, LAV Catania
Da tempo privati cittadini e associazioni animaliste GRIDANO al vento il totale disinteresse di amministrazioni ed enti sul fenomeno del randagismo e della tutela animale.
Con la legge regionale 3 luglio 2000, n.15, pubblicata sulla GURS n.32 del 7 luglio 2000 (9 anni dopo la nazionale), sono state emanate le norme di recepimento della 281/91.
Ben 20 anni dopo l’emanazione delle leggi a tutela degli animali d’affezione e PREVENZIONE DEL RANDAGISMO, Catania e provincia “non hanno ancora recepito” e applicato gli strumenti forniti dal legislatore.
Il fenomeno del randagismo, ad oggi ha delle proporzioni davvero agghiaccianti, se non sulla carta, visto che non è mai stato effettuato un censimento… lo è nella realtà.
Centinaia di cuccioli che vengono partoriti in strada o vi vengono abbandonati da padroni “inresponsabili” e senza scrupoli, che se sopravvivono alle auto, agli stenti e alle malattie vanno a incrementare le sacche del randagismo a loro volta.
I cani randagi, come chiaramento scritto nella legge regionale, sono di proprietà del sindaco del comune sul quale si trovano.
Questo concetto base sembra secondario per molti sindaci, che invece di attuare provvedimenti seri e concreti per arginare il problema, impiegano tempo e denaro alla ricerca di palliativi.
L’ultimo escamotage LA CONVENZIONE CON LA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA…
Il progetto nasce 1 anno fa:
“La Provincia Regionale di Catania intende contenere le problematiche connesse al fenomeno del randagismo, favorendo l’adozione dei cani ospiti dei canili convenzionati o in strutture di associazioni animaliste o di privati cittadini, attraverso la conduzione di una campagna di sensibilizzazione all’adozione del cane e la concessione di incentivi a favore di chi adotta un cane randagio.
Tali azioni saranno attuate dalla Provincia Regionale di Catania attraverso l’intervento di vari uffici comunali in relazione alle rispettive competenze, con la collaborazione del Servizio Veterinario dell’ASL” (http://www.provincia.ct.it/il_territorio/politiche-sociali/).
Volete sapere che frutti ha dato questo progetto a distanza di un anno?
DOVEVANO essere raggiunti i seguenti OBIETTIVI:
1) COSTRUZIONE DI RIFUGI SANITARI
2) STERILIZZAZIONE E ISCRIZIONE ALL’ANAGRAFE CANINA DEI CANI RANDAGI
3) CATTURA DEI CANI VAGANTI
4)CUSTODIA E MANTENIMENTO DEI CANI CATTURATI
5) PRONTO INTERVENTO, CON AMBULANZA, DEI CANI CATTURATI
… A distanza di 1 anno, credo sia giusto che tutti i contribuenti sappiano come stanno le cose, COME VENGONO SPESI I NOSTRI SOLDI, o no?
LA CONVENZIONE infatti costaVA ai COMUNI 1 euro ad ABITANTE… quindi un comune come CATANIA ha speso circa 300 MILA EURO l’anno scorso per il randagismo. Ma vediamo insieme COME sono stati spesi questi soldi e che beneficio hanno portato alla comunità…
Riporto alcuni stralci del verbale redatto dalla Provincia Regionale di Catania durante l’ ASSEMBLEA dei COMUNI, tenutasi il 21 febbraio 2011, su i RISULTATI OTTENUTI nell’anno precedente e le nuove PROPOSTE di CONVENZIONE con relative VARIAZIONI DI PREZZO (che “escono” SEMPRE dalle NOSTRE TASCHE):
“AL 31 DICEMBRE 2010 RISULTANO RICOVERATINEI CANILI DELLA PROVINCIA 1.750 CANI, 164 IN PIù RISPETTO AL 31 DICEMBRE 2009, CHE ERANO 1.586, CON UN INCREMENTO DEL 10,6%.
NEL 2010 SONO STATE EFFETTUATI 480 INTERVENTI DI ACCALAPPIAMENTO DI CANI RANDAGI, SU RICHIESTA DEI COMUNI CONVENZIONATI, E 560, QUASI ESCLUSIVAMENTE MORSICATORI, FERITI E PERICOLOSI, SONO STATI RICOVERATI NEI CANILI CONVENZIONATI.
NELLO STESSO PERIODO SONO DECEDUTI NEI CANILI 261 CANI, NE SONO stati adottati 79 E 56 RESTITUITI AI PROPRIETARI.
IL COSTO DEL SERVIZIO DI ACCALAPPIAMENTO E DI MANTENIMENTO DEI CANI NEI CANILI, DA GENNAIO AD OTTOBRE, E’ STATO DI circa 700.000,00 EURO.
I COMUNI, CHE IN APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE DEVONO TRASFERIRE ALLA PROVINCIA UNA SOMMA PARI AD 1 EURO PER RESIDENTE, HANNO VERSATO solo 542.815,70 EURO.”
E si legge ancora “GLI SFORZI COMPIUTI DALL’AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE, IN QUESTO PRIMO ANNO, VENGONO VANIFICATI DALLE INADEMPIENZE, DEGLI ANNI PASSATI, DI TUTTI I COMUNI E DELLA REGIONE, CHE NON HANNO DOTATO DI RIFUGIO SANITARIO IL TERRITORIO PROVINCIALE, COSì COME PRESCRITTO, ANCHE DALLA LEGGE REGIONALE: I CANI ACCALAPPIATI non POSSOPNO ESSERE SUBITO RICOVERATI NEI CANILI AUTORIZZATI MA SOLO NEI RIFUGI SANITARI DOVE, dopo l’intervento, devono restare ricoverati per la degenza e per l’osservazione da parte dei veterinari dell’ ASP sulla pericolosità dell’animale al fine di decidere sul ricovero DEFINITIVO nel canile O SULLA REIMMISSIONE NEL TERRITORIO DI PROVENIENZA.”
Traendo le informazioni sempre da un documento ufficiale, datato 21 febbraio 2011, scritto dalla Provincia possiamo leggere:
“[...] Il Dott. G. Ferrera conclude che, a causa del mancato finanziamento regionale e DELL’AUMENTO DELLE SPESE DI MANTENIMENTO DEI CANI, per il maggior numero di ricoveri nel 2010 e per L’AUMENTO DEI COSTI DERIVANTI DALLA RICHIESTA DI APPLICAZIONE DEL DECRETO REGIONALE N.7 del 12/01/2007 (http://www.ambientediritto.it/Legislazione/Fauna%20e%20Flora/2007/sicilia_dpr_2007_n.7.htm COSTI MANTENIMENTO CANI NEI CANILI…) è necessario che i COMUNI per il corrente anno finanziario provvedano ad impegnare sui propri BILANCI la somma di 2 euro per numero di residenti, invece che 1 euro (previsto nell’anno 2010) e DESTINARLA SECONDO LE SEGUENTI TRE IPOTESI ALTERNATIVE:
1) ALLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA, L’INTERO IMPORTO DI 2 EURO PER RESIDENTE.
Con tale somma la Provincia si impegna non solo a GARANTIRE il servizio di accalappiamento, ricovero, mantenimento dei cani, ma ANCHE a stipulare le convenzioni con le Associazioni Animaliste per EFFETTUARE il CENSIMENTO dei cani randagi, l’ASSISTENZA ai cuccioli abbandonati e dei cani reimmessi sul territorio.
2) ALLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA, L’ IMPORTO DI 1,50 EURO PER RESIDENTE ed al COMUNE euro 0,50.
La Provincia si impegna a procedere nei confronti di quel comune al servizio di accalappiamento, ricovero e mantenimento dei cani randagi, ed il COMUNE procederà a stipulare le convenzioni con le Associazioni Animaliste per effettuare il CENSIMENTO dei cani randagi, l’ASSISTENZA ai cuccioli abbandonati e dei cani reimmessi sul territorio.
3) ALLA PROVINCIA REGIONALE DI CATANIA, L’ IMPORTO DI 0,50 centesimi PER RESIDENTE ed al COMUNE euro 1,50.
La Provincia si impegna ad asicurare SOLO il servizio di accalappiamento e di ricovero dei cani.
TUTTI gli altri servizi resteranno a carico del COMUNE.”
ECCO LE 3 OPZIONI E I RELATIVI COSTI, FORNITI DALLA PROVINCIA… peccato che, in tutto ciò non sia comtemplata la voce STERILIZZAZIONE e COSTRUZIONE di RIFUGI SANITARI… il che ci porta ad un’altra domanda:
SE LA PROVINCIA, NON SI OCCUPA DELLE STERILIZZAZIONI (importantissimo metodo per contrastare il randagismo) e NON SI OCCUPA DELLA COSTRUZIONE DEI “FILTRI” (RIFUGIO SANITARIO, obbligatorio per legge) e quindi ne lascia gli ONERI ai comuni. TUTTI QUESTI SOLDI che INCAMERA dai comuni, SERVONO SOLO PER MANTENERE I CANI GIà PRESENTI NEI CANILI RICOVERO, che a questo punto fungono da “MAGAZZINI” per i cani randagi?
SIGNORI MIEI… A MIO MODESTO PARERE, NON è QUESTA LA STRADA DA SEGUIRE, ma io posso anche sbagliarmi. QUINDI VI CHIEDO, VOI, COSA NE PENSATE?
SECONDO VOI è IL MOMENTO DI CAMBIARE QUESTA SITUAZIONE PARADOSSALE?
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